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A cura del Prof. Pucacco Michele – foto Guido Petruccelli.


Anche se le nostre produzioni non sono più tante e diversificate come una volta, anche se la coltivazione del grano la fa da padrona, in paese sono ancora attivi diversi trappeti che trasformano in olio le nostre olive, forni che danno dell'ottimo pane; opera ancora qualche fine pastaio. Vi sono piccole industrie alimentari, di trasformazione che prendono il latte dagli allevamenti, ancora abbastanza diffusi; le carni lavorate danno dei buoni prodotti.

Ma allo stesso tempo è ancora consuetudine lavorare in casa i prodotti dell'orto, le carni, il latte ovino, caprino e bovino. Tantissimo continuano ad assicurare le massaie che lavorano alle provviste di salse, salsicce, salumi, formaggi e ricotte, marmellate e composte, olive e frutta secca. Anche nelle masserie si svolge la produzione dei prodotti tradizionali di qualità. Si fanno quei prodotti, determinanti per le identità locali, strumenti di recupero di saperi, orgoglio e sapori di unicità straordinarie, spesso ingiustamente destinati all’estinzione insieme alle professionalità, alle capacità manuali che li hanno generati ed alle sapienze che attraversi i millenni li hanno condotti fino a noi.
In paese, nei vicoli e nelle piazzette, ancora si sente il profumo del sugo, degli ortaggi arrostiti…il visitatore, il parente ritornato per la festa, possono essere accolti con lo spirito e i modi dei padri.

E’ presente in paese ancora qualche falegname, qualche fabbro: l’artigiano di una volta non esiste più, molti però sono i tentativi di recupero di queste attività anche attraverso forme di incentivazione alle piccolissime imprese.


Insediamenti Produttivi - Zona Industriale
Piazzola Pesa Pubblica
 
Capannoni Industriali
Zona PIP
   

Fiere e mercati

Le fiere a Sant’Elia a Pianisi si tengono ogni prima domenica di febbraio, aprile, giugno, agosto, ottobre e dicembre lungo Corso Umberto I, da Piazza Municipio all’incrocio di Via Padre Pio.
Una volta predominava in queste giornate la compravendita degli animali. Oggi rappresentano l’occasione per santeliani e persone dei paesi limitrofi per acquistare capi di abbigliamento, scarpe, oggetti per la casa, salumi e formaggi. (vedi foto)

fiera

Il mercato settimanale si tiene il mercoledì in Via Villa: anch’esso molto frequentato da residenti e persone provenienti da Monacilioni, Macchia Valfortore e Pietracatella, per la vasta gamma di prodotti in vendita.


fiera

L'agricoltura nel territorio santeliano

Le distese collinari del Molise, tra cui quelle del territorio santeliano, del Sannio e dell’Irpinia in Campania, della Basilicata e delle Murge in Puglia, della Calabria ionica e della Sicilia interna rappresentano l’area più tipica del latifondo cerealicolo-pastorale e della proprietà assenteista.

 
Qui l’organizzazione socio-economica del territorio aveva nel passato due punti fermi di riferimento: da un lato la grossa borgata accentrata e dall’altro la masseria, centro coordinatore della produzione ed unica forma di insediamento sparso, che resiste tuttora anche se in chiave moderna. La coesistenza delle grandi e delle piccole aziende non creava sostanziali differenze nel paesaggio, dato che tanto nel latifondo capitalistico quanto in quello contadino gli ordinamenti colturali si fondavano sui cereali: con preferenza di grano, avena e orzo, avvicendati al maggese, nel primo ambiente e con assoluta prevalenza di grano e leguminose varie, rivolti al soddisfacimento alimentare della famiglia contadina, nel secondo ambiente.
 

Oggi i terreni santeliani sono seminati in gran parte da cereali quali grano, orzo e avena. Ha assunto una certa importanza la coltura ortense, venduta anche fresca al mercato da qualche agricoltore locale. Limitata è la coltura della vite mentre forte è la presenza delle piante di olivo, tipiche dell’ambiente mediterraneo. Sono presenti, infatti, tre frantoi per la produzione di un buon olio extravergine di oliva, molto richiesto da persone non residenti a S.Elia a Pianisi.

 


"Tracce del Passato
Restituite dal CIGNO"

a cura del
Prof. Michele Pucacco
con la collaborazione di Guido Petruccelli